Fabrizio De André:Recitativo

From Lyriki
Jump to navigation Jump to search
Information This page was auto generated and its contents should be reviewed.
Please, take the time to ensure the page content is mostly correct and that there isn't another page for this song.
You may then remove this warning by editing the page contents and deleting the {{autoGenerated}} tag.
“Recitativo”
Artist: Fabrizio De André
Albums: Tutti Morimmo a Stento (1968)

Uomini senza fallo, semidei
Che vivete in castelli inargentati
Che di gloria toccaste gli apogei
Noi che invochiam pietà siamo I drogati

Dell'inumano varcando il confine
Conoscemmo anzitempo la carogna
Che ad ogni ambito sogno mette fine:
Che la pietà non vi sia di vergogna

Banchieri, pizzicagnoli, notai
Coi ventri obesi e le mani sudate
Coi cuori a forma di salvadanai
Noi che invochiam pietà fummo traviate

Navigammo su fragili vascelli
Per affrontar del mondo la burrasca
Ed avevamo gli occhi troppo belli:
Che la pietà non vi rimanga in tasca

Giudici eletti, uomini di legge
Noi che danziam nei vostri sogni ancora
Siamo l'umano desolato gregge
Di chi morì con il nodo alla gola

Quanti innocenti all'orrenda agonia
Votaste decidendone la sorte
E quanto giusta pensate che sia
Una sentenza che decreta morte?

Uomini cui pietà non convien sempre
Male accettando il destino comune
Andate, nelle sere di novembre
A spiar delle stelle al fioco lume
La morte e il vento, in mezzo ai camposanti
Muover le tombe e metterle vicine
Come fossero tessere giganti
Di un domino che non avrà mai fine

Uomini, poiché all'ultimo minuto
Non vi assalga il rimorso ormai tardivo
Per non aver pietà giammai avuto
E non diventi rantolo il respiro:
Sappiate che la morte vi sorveglia
Gioir nei prati o fra I muri di calce
Come crescere il gran guarda il villano
Finché non sia maturo per la falce